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BREVE ANALISI DEL VIOLENTO SISTEMA TEMPORALESCO MCS CHE HA COLPITO PARTE DEL TRIVENETO NELLA GIORNATA DI GIOVEDI’ 10 AGOSTO 2017.

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Nel pomeriggio di giovedì 10 agosto 2017 un violento sistema temporalesco a mesoscala di tipo MCS(Mesoscale Convective System) nato tra Toscana ed Emilia Romagna, ha investito i settori costieri dell’Emilia fino a coinvolgere le basse pianure e coste di Veneto e Friuli,ma anche molti settori dell’udinese fino ai monti.

Molto ingenti sono stati i danni dovuti alle violente raffiche di vento discendenti(downburst) che hanno in alcuni casi superato abbondantemente i 100 km/h con punte anche di oltre  120 km/h. Nell’immagine sottostante si nota la fascia maggiormente colpita.

Vediamo un po di capire in semplici parole quali sono le dinamiche che hanno portato alla formazione di questo intenso evento temporalesco:

Alla quota di 500 hpa era presente una vasta depressione colma di aria fresca con il suo perno principale sulla Francia.Il Triveneto si trova sul suo lato ascendente,ovvero la zona dove sono più accesi i contrasti termici tra l’aria calda africana e l’aria più fredda che proviene dal cuore della depressione.

In realta i primi refoli freschi avevano già prodotto violenti temporali grandinigeni sul Trentino Alto Adige e sul Garda la sera di mercoledì 9 agosto con notevoli danni,temporali che in misura minore hanno riguardato anche il Friuli nella sera/notte.

Le energie in gioco in termini di calore e umidità erano elevatissime soprattutto a causa di un mare adriatico molto più caldo della norma viste le recenti fasi calde africane.

Basta osservare questo radiosondaggio di Udine di giovedì 10 agosto che mostra valori di CAPE(energia disponibile per la convenzione)fino a 4000 j/kg e un PRECIPITABLE WATER(umidità della colonna d’aria)fino a 51 mm,indice di una massa d’aria praticamente satura e votata all’instabilità estrema diciamo in tutto l’alto adriatico.

Il meccanismo di innesco però avviene al suolo,da questa mappa possiamo notare l’ingresso di un fronte freddo dalla Valle Del Rodano(triangoli neri ),che avviene con venti di Maestrale più freschi e secchi che una volta giunti sulla Toscana generano moti ascensionali dovuti anche alla spinta orografica dell’appennino e ad una buona convergenza con correnti più umide di Scirocco che affluivano precedentemente.Ricordo che un fronte freddo solleva bruscamente l’aria umida presente al suolo.

                            

Da qui si sono originate intense celle temporalesche che si sono poi unite tra loro rigenerandosi continuamente anche grazie ad un certo wind shear presente,e andando così a formare il grosso MCS. Il sistema temporalesco viene trasportato rapidamente dai forti venti in quota(transito della corrente a getto a 200 hpa) verso nordest ,dove ha trovato una continua alimentazione caldo/umida che gli ha permesso di rimanere molto attivo percorrendo molti chilometri.

Si tratta di sistemi temporaleschi abbastanza frequenti sul Triveneto tra la primavera e l’autunno. Possono avere forma lineare se associati ad un fronte freddo ben definito,tondeggiante se associati a gocce fredde in quota.

In questo caso lo definirei un MCS prefrontale dovuto ad un ingresso fresco più deciso e non al transito di un fronte freddo a tutti gli effetti,dalla prima immagine in testa all’articolo si nota la forma tondeggiante.

Sono temporali che possono percorrere molti chilometri supportati da celle temporalesche in continua rigenerazione ed in diversi stadi di maturità,a volte possono rivelarsi estremamente intensi specie con grandi energie in gioco.

I violenti venti discendenti di downburst associati a questo e anche altri tipi di temporali si verificano in presenza di forti correnti ascensionali che una volta raggiunto il top della nube temporalesca tornano a precipitare velocemente verso il basso facendo evaporare molte goccioline d’acqua e quindi raffreddandosi per evaporazione(raffreddamento evaporativo).

Le correnti ora più fredde e pesanti precipitano verso il basso mantenendo anche una certa quantità di moto che avevano acquistato durante la salita,stramazzano quindi al suolo sotto forma di violenti venti diretti dall’alto verso il basso(scoppi di vento) e si propagano in tutte le direzioni.I downburst sono più violenti specie se è presente anche una porzione di aria secca nella colonna d’aria,che favorisce una maggiore evaporazione delle goccioline d’acqua,in presenza di aria umida in tutta la colonna d’aria sono favorite precipitazioni molto intense e downburst più deboli per un minore raffreddamento evaporativo.

I danni ingenti che a volte provocano sono proprio causati dalle violente raffiche dirette perpendicolarmente al suolo che praticamente di schiantano su cose e oggetti,un forte vento orizzontale e molto meno dannoso.In italia da sempre si fa molta confusione fra tromba d’aria e downburst,qui sotto uno schema che dovrebbe chiarire meglio questa differenza.

          

Voglio ricordare che eventi temporaleschi di questo tipo non sono nuovi per l’italia,si sono sempre verificati anche in passato.Ora però la frequenza di questi eventi estremi sta aumentando progressivamente a causa del riscaldamento globale, che fa aumentare notevolmente le energie in gioco anche a causa di ondate di caldo africano più frequenti in sede mediterranea nella stagione calda.

Gabriele Mamone.

Gabriele Mamone

Gabriele Mamone