La regione
Trentino Alto Adige/Sudtirol ricorderà a lungo il febbraio
2007. A tutte le quote e senza soluzione di continuità, le
temperature si sono mantenute su valori molto elevati, eccezionalmente
elevati per il periodo. Febbraio 2007 è così
risultato il febbraio più caldo degli ultimi decenni. La
temperatura media nelle stazioni prese a riferimento sul territorio
regionale ha fatto registrare un’anomalia positiva compresa
tra i 2 e i 3,2 gradi. Addirittura in alcune stazioni il febbraio 2007
è stato più caldo di molti mesi di marzo degli
ultimi 20 anni (in Valle dell’Adige più caldo per
esempio dei mesi di marzo 1987, 1995 e 1996)!
A quali cause e fattori si può imputare una simile anomalia
climatica? La risposta è complessa e dovrebbe comprendere
più elementi rilevanti e incidenti su grande scala, a
partire dall’andamento dei principali indici teleconnettivi.
Restando a livello empirico, di osservazione meteorologica quotidiana,
è sufficiente evidenziare che nel mese di febbraio 2007 sono
state completamente assenti le irruzioni di aria fredda, dai quadranti
settentrionali ed orientali. Le correnti dominanti sono state di
matrice occidentale atlantica, pilotate da un sorprendentemente attivo
vortice polare. Questa importante figura barica dopo aver accusato
qualche segno di cedimento, ha ripreso vigore e sia pure in posizione
anomala, a est delle coste canadesi poco a sud della Groenlandia, ha
convogliato sul continente europeo, costantemente, correnti occidentali
o sud-occidentali tese e con scarse ondulazioni. Tali correnti non
hanno recato alcun scambio meridiano, nè contributi
significativi di aria fredda, di origine polare marittima.
Conseguentemente non si è nemmeno avuto quel tempo
anticiclonico con inversioni termiche, che invece aveva contribuito a
mantenere non troppo oltre la media le temperature nel dicembre scorso.
La temperatura in febbraio è così risultata
elevata, su valori quasi primaverili e ciò ha favorito un
preoccupante risveglio anticipato della vegetazione.
Il mese di febbraio dopo i significativi episodi di fohn e la
sostanziale dinamicità di gennaio, è stato quindi
caratterizzato da configurazioni bariche ripetitive e tempo piuttosto
stabile. Le correnti atlantiche solo occasionalmente si sono
moderatamente ondulate e hanno permesso il passaggio di tre, non molto
intense, perturbazioni (giorni 8-9, 12 e 25), transitate sul
Trentino-Alto Adige da W-NW, in seno a veloci e poco incisive
saccature. Solamente in occasione della seconda perturbazione le
precipitazioni sono state significative grazie
all’attivazione di correnti sud-occidentali più
decise alle medie quote, in conseguenza di un transitorio minimo di
pressione sul mar ligure.
Tale andamento meteorologico di prolungata mitezza ha coinvolto
pressoché tutta l’Europa occidentale e
meridionale. L’inverno vero è rimasto confinato in
Finlandia e Russia, laddove febbraio è stato molto freddo
con gelo intenso e persistente (punte minime anche oltre i
-30°C) favorito, inizialmente dalla presenza di un anticiclone
termico, e nella terza decade del mese dalla discesa di un intenso
nocciolo di aria gelida direttamente dalle zone polari.
Ben differente, come detto, la situazione meteorologica in
Trentino-Alto Adige dove si sono registrate temperature di stampo
prettamente primaverile, molto diverse rispetto a quelle
dell’anno scorso. La stazione di Trento Sud ha registrato una
temperatura media di + 6,2 °C e quella di Passo
Lavazè (1850 mslm) -0,9 °C, Nel febbraio 2006 i
valori medi furono rispettivamente di +1,4 °C e di -4,2
°C. L’anomalia termica positiva rispetto alle medie,
compresa ovunque in Regione tra i 2 e i 3,2 gradi, è stata
determinata in tali notevoli dimensioni da un pari contributo delle
temperature minime e massime. Mentre nel 2006 il febbraio si rivelava,
sulla falsariga di tutto l’inverno un mese freddo e la neve
si conservava al suolo sino a fine mese anche in Valle
dell’Adige, quest’anno già dal 15 del
mese in poi, nei fondovalle, sono praticamente venute a mancare le
gelate (solamente 8-10 in tutto il mese) Non si sono registrate gelate
consistenti nelle località a bassa quota. Tra i valori degni
di nota si segnalano i
-7,9°C di Terlago (400 mslm) registrati il giorno 5. Le
temperature massime a bassa quota hanno tranquillamente (con cielo
sereno quasi sempre) superato i 10 gradi e spesso anche i 15 °C
(+20,2 a Marco, vicino a Rovereto, il giorno 3).
Non ha fatto eccezione la montagna, con valori minimi a malapena
sottozero (solo -4,6 la temperatura minima assoluta di Predazzo a 1.010
mslm in Val di Fiemme) e temperature massime decisamente elevate, di
gran lunga sopra la media in particolare nelle stazioni alle quote
medie e ben esposti (ad es. nella stazione di Coredo a 830 m.s.l.m. con
temperatura media di +4,7 °C e anomalia di +3,1 rispetto alle
medie, media delle temperature massime di +9,9 °C con anomalia
di +3,0).
Si è concluso così il trimestre invernale,
costantemente molto mite e caratterizzato da valori termici raramente
riscontrabili negli inverni passati. Si sostiene, dalla consultazione
di alcuni archivi climatologici locali, che l’inverno
2006/2007 sia stato addirittura il più caldo degli ultimi
due secoli!
Tra i fenomeni meteorologici che hanno caratterizzato il mese di
febbraio, senza dubbio va segnalato, ancora una volta, il vento di
fohn. Più leggero rispetto agli intensi episodi di gennaio,
tuttavia è stato ripetutamente presente, soprattutto nelle
vallate altoatesine.
Merita una segnalazione anche la precoce apparizione, già
dai primi giorni di febbraio, dell’Ora del Garda, vento che
si attiva in condizioni di bel tempo stabile a causa del differenziale
di pressione tra la superficie fresca del Lago di Garda e
l’entroterra più caldo. Tale vento è di
norma prerogativa del semestre più caldo
dell’anno, soffia da marzo fino a ottobre, nelle ore
pomeridiane, risalendo con raffiche anche violente dalla Valle dei
Laghi e dalla Val d’Adige e giungendo anche fino a Bolzano.
Le temperature anormalmente alte ci hanno regalato anche
un’Ora del Garda in anticipo sul calendario….
Ad alta quota si è registrato ancora una volta un mese mite
e piuttosto ventoso. Non ci sono state punte di caldo come avvenuto nel
precedente mese di gennaio. Lo zerotermico e rimasto stabilmente su
livelli superiori ai 1.500 metri, spesso superiore ai 2000.
Le precipitazioni, ben distribuite su tutto il territorio, hanno
portato ad accumuli mensili variabili tra i 15 e i 50 mm. Gli accumuli
sono in linea con le medie del periodo. Si segnalano i mm
complessivi di Malga Bissina e i 40 di Faedo-Maso Togn. Diversamente
dai mesi precedenti le precipitazioni si sono distribuite su
più episodi perturbati, con un numero di giornate di lavoro
per i pluviometri compreso tra 4 e 6 a seconda delle stazioni.
Gli accumuli nevosi complessivi sulle montagne della Regione non sono
stati pertanto rilevanti, in media 20-30 cm a 1500 metri e 30-40 cm a
2000 metri, che sono andati a depositarsi sugli esigui strati di neve
residua dei mesi precedenti. La permanenza della neve al suolo
è tuttavia risultata molto discontinua a causa del vento e
del forte soleggiamento, che unitamente alle alte temperature, hanno
penalizzato in particolare i versanti montuosi esposti a meridione,
già spogli sino a 1800-2000 metri.
Con riferimento alla città di Trento, le osservazioni
quotidiane del mese di febbraio hanno evidenziato:
n. 17 giorni con cielo sereno o poco nuvoloso;
n. 7 giorni con cielo parzialmente nuvoloso o nuvoloso;
n. 4 giorni con cielo molto nuvoloso o coperto;
n. 4 giorni con precipitazioni;
n. 1 giorni con nevischio, senza accumulo;
Altri fenomeni osservati: dal 23 al 25 del mese prolungato ristagno
dell’aria in Valle dell’Adige con crescente
inquinamento da PM10 che hanno toccato i valori più alti
degli ultimi 2 anni.
Questo
l’andamento climatico in alcune stazioni prese a riferimento:
Zona
climatica n. 1 - Valle dell'Adige
Stazione
di Gardolo (TN, 197 m.s.l.m. )
Febbraio chiude a Gardolo con una temperatura media di +6,4, con
un’anomalia di + 2,8 dalla media. Ben 4,7 gradi
più caldo del febbraio 2006. Nella media le precipitazioni
mensili.
Stazione
di San Michele all'Adige (205 m.s.l.m.).
Per inquadrare meglio l'andamento climatico complessivo del mese di
febbraio 2007 nei fondovalle della regione si propone, per la stazione
di San Michele all'Adige, il raffronto della temperatura media del
febbraio 2007 con l’andamento dello stesso mese nel periodo
1983-2006.
Dal grafico si può ben notare la straordinarietà
del mese di febbraio, la cui temperatura media di +6,0°C si
staglia nettamente come la più alta degli ultimi 24 anni,
esattamente di un grado superiore rispetto alla temperatura media del
febbraio 2001 (+5,0), che era stato finora il più caldo. Il
febbraio più freddo del periodo preso in considerazione
è il 1991 con una temperatura media di +0,2°C. Molto
freddo anche il febbraio 2003 con una temperatura media di +1,0 (nello
stesso mese la media delle temperature minime fu di -3,9°C
°C). La temperatura media mensile nei periodi 1983-2006, pari a
2,8°C è decisamente inferiore rispetto alla
temperatura media del febbraio 2007 (anomalia positiva del febbraio
2007 di 3,2 °C).
Anomalia ancora più evidente si nota nelle temperature
minime (+4,0 dalla media) e massime (+5,4). Inferiori alla media
1983-2006, sono state le precipitazioni.
Zona
climatica n. 2 – Località di valle a medio-bassa
quota, stazioni di mezza montagna con ottima esposizione o con
localizzazione su versante.
Stazione
di Faedo-Maso Togn (TN, 700 m.s.l.m.)
La temperatura media di febbraio, +4,6 °C non solo
è superiore alle medie climatiche (anomalia di
+2,7). Esattamente uguali all’anno scorso le precipitazioni.
La stazione con 40 mm è risultata tra le più
piovose della Regione.
Stazione
di Denno (TN, 429 m.s.l.m.)
Anche nella stazione di Denno (Bassa Valle di Non) è stato
registrato un andamento analogo a quello delle stazione di Faedo-Maso
Togn. La temperatura media del mese di febbraio, +4,1°C,
è stata nettamente superiore alla media 2000-2007 (anomalia
positiva di 2,8 °C) e ancor più rispetto al valore
termico medio di -0,7 °C, registrato nel febbraio 2006.
Zona
climatica n. 3 - Conche fredde, altipiani e fondovalle a media quota.
Stazione
di Lomaso (TN, 491 m.s.l.m.)
Anche per la stazione di Lomaso, la temperatura media del mese di
febbraio 2007 è risultata notevolmente più alta
rispetto a quella media (+3,3 °C contro 0,6 °C, scarto
di +2,7). Notevolmente freddi per questa stazione sono stati, in anni
recenti, i mesi di febbraio 2003 e 2006.
Le precipitazioni non sono state molto abbondanti ma tuttavia sono in
linea con gli accumuli delle altre stazioni.
Stazione
di Predazzo (TN, 1.010 m.s.l.m.)
Anche in una stazione notoriamente molto fredda come Predazzo il mese
di febbraio non ha fatto eccezione. In questo caso la temperatura media
di +2,3 °C presenta un’anomalia positiva di ben 2,8
°C.
Notevolmente freddo era stato per questa stazione il febbraio 2005.
Zona
climatica n. 4 - Montagna
Stazione
di Rabbi (TN, 1.300 m.s.l.m.)
Stazione
di P.sso Vezzena (TN, 1.500 m.s.l.m.)
Alle anomalie di questo insolitamente mite mese di febbraio non fa
eccezione il clima di montagna. Nelle stazioni di Rabbi e Passo
Vezzena, generalmente molto fredde, e per le quali il mese di febbraio
è di norma un mese pienamente invernale, hanno fatto
registrare temperature medie positive con significativi scarti dalla
media (+2,4 e +2,3), anomalie peraltro leggermente (si sottolinea
l’avverbio leggermente…) inferiori rispetto ad
altre località a più bassa quota.
Per quanto riguarda le precipitazioni (grafico sottostante) si segnala
che l’accumulo di P.sso Vezzena è tra i
più bassi dell’intera Regione, addirittura analogo
ai dati di precipitazione della Val Venosta. Ciò
è piuttosto insolito per il P.sso Vezzena, trattandosi
generalmente di una zona particolarmente esposta alle correnti umide
meridionali.
Alta
montagna
Stazione
di Capanna Presena (2.700 m.s.l.m.)
Come si vede dal soprastante grafico che si riferisce alla stazione di
Capanna Presena situata a 2.700 metri di quota, la
temperatura media nel mese di febbraio, pur essendo rimasta per tutto
il mese su valori inferiori allo zero, è stata
però piuttosto mite senza mai scendere sotto i -10
°C, a riprova dell’assenza totale di irruzioni fredde.
Alto
Adige/Sudtirolo
Molto mite anche in Alto Adige il mese di febbraio. Come risulta dai
sottostanti grafici la temperatura ha iniziato a salire
inesorabilmente a partire dalla terza decade del mese. Con il maggiore
soleggiamento diurno l’escursione termica si è
accentuata e le gelate notturne si sono attenuate, restando intense
solamente delle valli più elevate e fredde come la Pusteria.
In realtà anche nelle prime due decadi i valori termici, pur
a carattere invernale, si sono mantenuti sempre sopra le medie
climatiche. Si pensi che la media climatica delle temperature minime di
febbraio è di -2,8 a Merano e di -9,1 a Dobbiaco, valori
raggiunti quest’anno solo come minime assolute. Nel febbraio
1956, il febbraio invernale per antonomasia, la media delle temperature
minime a Dobbiaco fu di -18,6 °C!
Le deboli perturbazioni del mese hanno fatto cadere sul territorio
suditirolese pochi millimetri di pioggia, Lasa 15 mm, Bressanone e
Dobbiaco 21, e deboli nevicate a quote generalmente superiori ai 1.200
metri.
Il classico e “sempre presente” vento di fohn si
è presentato in Alto Adige ripetutamente anche in febbraio
ed ancora una volta con maggior frequenza ed estensione rispetto al
Trentino. Più volte, in particolare nelle giornate del 15 e
del 26-27 del mese, si sono avute alcune situazioni di stau a nord
delle Alpi, con deboli “sfondamenti” dei fronti di
aria umida e conseguenti nevicate nella parte settentrionale della
Provincia di Bolzano, laddove infatti gli accumuli sono stati
più consistenti rispetto ai monti meridionali.
Riassumendo, il mese di febbraio, sarà dunque ricordato per
le temperature molto elevate, le più elevate degli ultimi 20
anni. L’anomalia termica positiva rispetto alle medie
è la più rilevante degli ultimi mesi, a partire
da settembre 2006 tutti sopramedia. In un contesto di stagione
invernale eccezionalmente mite per tutta l’Italia e per il
Triveneto, il mese di febbraio 2007 “svetta” dunque
come il mese più caldo. Nessuna anomalia particolare si deve
segnalare per quanto riguarda le precipitazioni che, seppure non
particolarmente abbondanti, sono però state ben presenti e
distribuite su tutto il territorio. L’avanzare della stagione
con il precoce risveglio della vegetazione provoca ora qualche
preoccupazione per quello che potrà succedere in marzo e
aprile nel caso avvenga, e prima o poi dovrà pur accadere,
un’inversione di tendenza per quanto riguarda la provenienza
delle masse d’aria prevalenti ed i conseguenti valori termici.
A cura di Alessandro
Paoletto & MeteoTriveneto.
Nota
metodologica:
A causa della carenza di dati disponibili scarseggiano dati, grafici e
raffronti con le medie climatiche per le stazioni meteorologiche della
Provincia di Bolzano. Per il reperimento dei dati mancanti, sono
graditi suggerimenti da inviare all’indirizzo alepaoletto@yahoo.com
.
Si ringraziano l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige (www.iasma.it),
Meteotrentino (www.meteotrentino.it),
Ufficio Idrografico della Provincia Autonoma di Bolzano (www.provincia.bz.it/meteo),
dai cui database sono stati ricavati, e liberamente rielaborati, i
dati.utilizzati per questo report. Si rimanda per ulteriori
approfondimenti alle suddette fonti.
Si precisa che:
Alessandro Paoletto e
MeteoTriveneto
si assumono ogni e qualunque responsabilità derivante
dall'utilizzo dei dati e degli elaborati meteorologici forniti dagli
enti suddetti o comunque reperibili sui loro siti web, esonerando gli
stessi da qualsiasi responsabilità, anche nel caso di errori
e/o
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