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tnt0701
Andamento climatico del mese di
GENNAIO 2007
nella Regione Trentino-AltoAdige.


Mese molto caldo ma non secco.



Il mese di gennaio 2007 in Trentino Alto Adige/Sudtirol, così come in tutte le altre regioni italiane e del Triveneto, ha di fatto smentito la sua collocazione nel calendario come mese centrale e culmine della stagione invernale, con le caratteristiche meteorologiche ad esso comunemente associate. Le medie climatiche descrivono per l’area alpina il mese di gennaio come mese freddo, il più freddo dell’anno, e secco. All’opposto il gennaio del 2007 è stato contraddistinto da temperature molto miti, soprattutto in quota, superiori di molto rispetto alle medie climatiche, risultando invece generalmente in media o sopra media per quanto riguarda le precipitazioni che, ancora una volta, si sono però concentrate in un solo, seppur significativo, episodio perturbato.
Le prime due decadi del mese sono state all’insegna della stabilità e della straordinaria mitezza della temperatura, caratterizzate da un dominio persistente di campi anticiclonici, di tipo dinamico, con aria piuttosto calda in quota. Tali figure bariche sono state indirettamente favorite dall’”iperattività” alle alte latitudini europee del vortice polare che ha impedito efficaci scambi meridiani e mantenuto lontano dall’Italia il flusso perturbato.
Tale periodo di stabilità è stato però movimentato da un paio di significativi episodi di vento di caduta (fohn) che hanno portato in tutta la regione temperature molto alte per la stagione, con punte quasi da record, a tutte le quote. Ci si riferisce agli episodi del 12 e del 19 gennaio, quest’ultimo in concomitanza con il ciclone Cyril che ha imperversato in Eruropa centrale e Danimarca. In tali frangenti, le masse d’aria di origine mite atlantica sono state ulteriormente riscaldate a seguito dell’impatto con la catena alpina e dalla conseguente compressione adiabatica. Si segnalano valori termici anche superiori ai 20°C, con punte di 23-24 gradi, registrati in alcune stazioni della media Valle di Non e della Valsugana (Segno +23,3, Nanno +24 °C, Telve +23,3, il giorno 19) e di 20 gradi anche in alcune vallate altoatesine (+20,1 °C a Merano). Lo stesso giorno 19 massima di ben +15,5 ai 1500 metri delle Viote del Monte Bondone (si capisce bene perché il giorno dopo la pista per lo sci nordico è stata temporaneamente chiusa per manutenzione!).
La terza decade ha invece fatto segnare un’inversione di tendenza restituendo al territorio regionale una certa dinamicità meteorologica. Il periodo è stato infatti contrassegnato da un rilevante episodio di tempo perturbato (21-26 gennaio) provocato da una robusta, anche se non eccezionale, irruzione di aria fredda sull’Europa continentale e sul Meditteraneo occidentale in entrata dalla Valle del Rodano, a sua volta innescata dalla disposizione lungo i meridiani ad ovest del continente europeo di una possente figura anticiclonica. Per alcuni giorni una depressione con centri tra il golfo ligure e l’Alto Adriatico ha provocato su tutta la Regione e sull’intero Triveneto precipitazioni piuttosto abbondanti (generalmente superiori ai 50 mm, e in Friuli V.G. anche oltre i 100 mm), inizialmente piovose fino a quote medio-alte e, in una seconda fase, le prime nevicate seppur molto modeste anche alle quote più basse.
Le temperature di gennaio sono risultate, come detto, molto calde. Il gennaio del 2007 è sicuramente stato uno dei più caldi degli ultimi 30 anni. Le anomalie positive del mese appena concluso, rispetto alle medie degli ultimi anni, sono comprese tra i 2,5 e i 3,5 °C. Per molte stazioni meteorologiche della regione il 2007 è però superato dal mitissimo gennaio 1983 (ad es, nella stazione di Cles temperatura media di +2,7 quest’anno e +3,1 nel 1983).
Molto elevate sono risultate le temperature massime. Si sono registrati frequentemente valori oltre i 10 gradi, anche e soprattutto a media quota, con punte superiori ai 15-20 gradi in occasione dei succitati episodi di fohn.
Non fanno eccezione le temperature minime che sono state anch’esse superiori alle medie del periodo, con gelate piuttosto deboli, occasionalmente più intense nelle conche e nelle vallate in situazione di inversione termica, fenomeno quest’ultimo piuttosto ricorrente anche in gennaio ma meno intenso e prolungato rispetto al precedente mese di dicembre.
Solamente sul finire del mese sono stati registrati un paio di giorni (26 e 27 gennaio) di gelo intenso, in particolare in montagna. Le punte di freddo sono state notevoli, ma non certo eccezionali (-13/-16 a 2000 mt e con punte minime di -20 nelle località più fredde).
Nei bassi strati e nelle valli il ristagno di aria fredda, usualmente favorito dall'inversione termica, è stato spesso ostacolato e “interrotto” dalle brezze notturne e dal vento di fohn. Non si sono pertanto registrate gelate consistenti nelle località a bassa quota. Tra i valori degni di nota si segnalano -11,6 di Arsio (730 mslm) e i -8,6 di Terlago (conca a 400 metri di quota), entrambi registrati il giorno 26.
Le precipitazioni, ben distribuite su tutto il territorio, hanno portato ad accumuli mensili variabili tra i 40 e gli 70 mm. Gli accumuli sono in linea con le medie del periodo 1985-2000 e superiori rispetto alle medie del periodo più recente 2000-2007. Si segnalano i 74 mm complessivi di Borgo Valsugana e i 91 mm di Passo Brocon, caduti questi ultimi nella sola giornata del 23 e, purtroppo non tutti sotto forma di precipitazione nevosa nemmeno ai 1600 metri del Passo.
Gli accumuli nevosi complessivi sulle montagne della Regione non sono stati pertanto rilevanti, in media 20-40 cm a 1500 metri e 30-40 cm a 2000 metri, con minimi nel Trentino meridionale e massimi nel Trentino settentrionale ed orientale.
Unica giornata nevosa anche per i fondovalle più bassi, la prima dell’inverno, si è avuta il giorno 26 del mese quando umide correnti sud-occidentali accompagnandosi a venti orientali freddi al suolo hanno provocato deboli precipitazioni nevose sparse con accumulo inferiore al cm nel fondovalle atesino. Piccoli accumuli si sono registrati in Valsugana. Esattamente dodici mesi prima, il 26 gennaio 2006, la Regione fu investita da una eccezionale nevicata che protrattasi per quasi 36 ore scarico al suolo un candido manto variabile tra i 40 e i 100 cm anche nei fondovalle trentini, lasciando invece all’asciutto o quasi il territorio altoatesino.
In quota, l’unica avvezione fredda di rilievo è stata quella di fine mese. La natura polare marittima della massa d’aria ha fatto crollare le temperature soprattutto in alta quota (-20/-22 a 3.000 mt.) mentre per i bassistrati si è trattato solamente un rientro nella media del periodo.
La temperatura media mensile in alta montagna è stata elevata. Lo zerotermico è rimasto nelle prime due decadi sempre a quote attorno o superiori ai 1800-2000 metri, con sconfinamenti anche sopra i 2500-3000 metri di quota, su livelli quasi estivi. Nella terza decade è sceso bruscamente e si è temporaneamente riportato su quote più consone per il periodo, attorno ai 600-900 metri.
Fenomeno meteorologico tra i più frequenti e caratterizzanti il mese di gennaio sicuramente è stato il vento di fohn. Raffiche forti sono state registrate soprattutto  in quota. Come detto, le masse d’aria mite atlantica si sono avventate contro la barriere alpina, accelerate dall’azione congiunta di un’alta pressione a ovest e una bassa pressione transitata sull’Europa centrale.

Con riferimento alla città di Trento le osservazioni quotidiane relative al mese di gennaio hanno evidenziato:

n. 17 giorni con cielo sereno o poco nuvoloso;
n. 8 giorni con cielo parzialmente nuvoloso o nuvoloso;
n. 6 giorni con cielo molto nuvoloso o coperto;
n. 3 giorni con pioggia (più di 0,5 mm);
n. 1 giorni con nevischio, senza accumulo;
Altri fenomeni osservati: precipitazione a carattere di rovescio o temporale il giorno 23 (tuoni a Trento città!), vento molto forte, soprattutto in quota, nelle giornate del 12 e del 19 gennaio e temperature molto elevate.


Questo l’andamento in alcune stazioni prese a riferimento:




Zona climatica n. 1 - Valle dell'Adige



Stazione di Gardolo (TN, 197 m.s.l.m. )






Gennaio chiude a Gardolo con una temperatura media di +3,4, con un’anomalia di + 2,5 dalla media degli ultimi otto anni, risultando il più caldo del nuovo millennio. Superiori alla media le precipitazioni mensili, quasi 50 mm. Irraggiungibile sembra essere il gennaio 2001 con ben 117 mm di accumulo complessivo.






Stazione di San Michele all'Adige (205 m.s.l.m.).


Per inquadrare meglio l'andamento climatico complessivo del mese di gennaio 2007 nei fondovalle della regione si propone, per la stazione di San Michele all'Adige il raffronto della temperatura media del gennaio 2007 con l’andamento dello stesso mese nel periodo 1983-1999.




Dal grafico si può apprezzare che solamente in quattro annate, nel periodo 1983-1999 la temperatura media è risultata inferiore allo zero. Spicca il gennaio 1985 con una media di -2,5 °C (media T min -6,1°C). La temperatura media mensile nei periodi 1983-1999 è decisamente inferiore rispetto alla temperatura media del gennaio 2007 (anomalia positiva del gennaio 2007 di 2,6 gradi). Più caldo del 2007 è stato il gennaio 1983.





Identica anomalia il 2007 ha fatto registrare per le temperature minime (+2,5 dalla media) e massime (+2,8). Più elevate rispetto alle medie 83-99 e 02-07, e questo è fatto positivo, le precipitazioni.



 
Zona climatica n. 2 – Località di valle a medio-bassa quota, stazioni di mezza montagna con ottima esposizione o con localizzazione su versante.



Stazione di Faedo-Maso Togn (TN, 700 m.s.l.m.)




Questa è una stazione di mezza montagna, ma con una collocazione "di versante" con esposizione occidentale e piuttosto soleggiata e ventilata. La temperatura media di gennaio, +3,3 °C non solo è  superiore alle medie climatiche (anomalia di +3,0 )ma anche rispetto alla temperatura media registrata dalla vicina stazione di fondovalle di San Michele all’Adige. Sopramedia, come risulta dal sottostante grafico, le precipitazioni.






Zona climatica n. 3 - Conche fredde, altipiani e fondovalle a media quota.



Stazione di Lomaso (TN, 491 m.s.l.m.)




Anche per la stazione di Lomaso, situata in una delle conche più fredde del Trentino, la temperatura media del mese di gennaio 2007 è risultata notevolmente più alta rispetto a quella media (+1,2 °C contro -2,3 °C, scarto di +3,5). Notevolmente freddi, in anni recenti, sono stati i mesi di gennaio 2000 e 2006 con temperature medie inferiori ai -5 °C, più freddi di molte stazioni di montagna a riprova delle caratteristiche notoriamente “gelide” della località.
Si segnala che nel mese di gennaio non si è verificata alcuna giornata di ghiaccio, che pure dovrebbe essere fatto ricorrente negli inverni di questa stazione.



Le precipitazioni sono state decisamente buone negli ultimi due mesi di gennaio con quantitativi più che discreti. Risalta, a Lomaso, il gennaio 2000 trascorso senza lavoro alcuno per il pluviometro…



Stazioni di Dobbiaco (BZ, 1200 m.s.l.m.), Cima Beltovo (3.325 m.s.l.m.) e Lasa - (BZ, 863 m.s.l.m.).


L’Alto Adige ha registrato anche nel mese di gennaio un andamento climatico simile a quello del Trentino, con però alcune significative differenze.
L’episodio perturbato della terza decade ha distribuito discreti quantitativi di pioggia e neve anche nella provincia sudtirolese (35 mm a Merano e 43 complessivi nel mese, 31 mm a Bressanone e 35 complessivi mensili). La neve è caduta a quote decisamente più basse rispetto al Trentino, inferiori anche di 800-1000 metri inferiori nella giornata del 23 (5 cm di neve bagnata anche Bressanone, 500 mslm). Tale differenza è da imputare all’afflusso in Alto Adige di aria più fredda tracimata dal versante estero in concomitanza con l’avvezione fredda che dopo aver aggirato le Alpi si è incanalata nella Valle del Rodano. Un fenomeno similare ha permesso nella stessa giornata del 23 l’abbondante nevicata a Tarvisio, nella Venezia Giulia.
Il vento di fohn si è presentato in Alto Adige più e più volte in gennaio ed è risultato maggiormente intenso ed persistente rispetto al Trentino. Se a ciò si aggiunge la natura mite oceanica delle masse d’aria affluite nelle prime due decadi del mese si può ben comprendere che le temperature sono state miti, soprattutto le minime, che infatti non hanno fatto registrare le punte di freddo che solitamente caratterizzano le stazioni di media e alta montagna sudtirolesi nel trimestre invernale.
La stazione di Dobbiaco, che nel mese di gennaio ha una media delle temperature minime negli ultimi 50 anni di -10,4 °C con minime assolute spesso inferiori ai -20 °C e punte di -25°C/-27°C (-27,8 °C nel gennaio 1985 e -21 °C nel gennaio 2006) nel gennaio 2007 non ha nemmeno avvicinato tali valori registrando un modesto -13 °C come minima assoluta.
La neve come detto è caduta discretamente abbondante. Si segnalano le splendide e abbondanti nevicate di San Vigilio di Marebbe e Sesto Pusteria.
Evento meteorologico caratterizzante il mese di gennaio è però stato senza dubbio stato il forte vento che, in Alto Adige ancor più che in Trentino, ha sovente soffiato incessante dai quadranti settentrionali assumendo naturalmente carattere di fohn. Notevoli sono stati gli episodi del 11-12 e del 18-19 gennaio con raffiche anche superiori ai 140-150 km/h in alta quota. Si riportano a tal proposito i dati della stazione di Cima Beltovo (3.325 m.s.l.m.). Da notare che le raffiche più forti (linee rosse) si sono verificate, in entrambi gli episodi, attorno alla mezzanotte e nelle prime ore del mattino.





Il vento spesso presente su tutto il territorio sudtirolese non ha permesso alle località tradizionalmente più fredde in forza dell’inversione termica, di raggiungere basse temperature minime che sono risultate piuttosto elevate e meno rigide del precedente mese di dicembre. Ciò è evidente se si pone uno sguardo al sottostante grafico relativo alla stazione di Lasa.









Zona climatica n. 4 - Montagna



Stazione di Passo Lavazè (TN, 1809 m.s.l.m.)



La stazione che risente di un clima alpino freddo con temperature solitamente molto basse, ha vissuto un gennaio molto mite con temperatura media di -0,8 e anomalia positiva rispetto alla media 2000-2007 di ben 3,2 °C e di ben 4,4 gradi rispetto al gennaio 2006. Nella “roventi” giornate del 13 e del 19 gennaio Passo Lavazè ha fatto registrare temperature massime di ben 13,3 e 11,7 °C.



Ben 42,8 mm l’accumulo pluviometrico, per la gran parte sotto forma di neve. I circa 40 cm di neve fresca che si sono aggiunti al manto preesistente hanno reso il Passo Lavazè una delle zone sciistiche meglio innevate dell’intera regione nel inverno 2006/2007.


Alta montagna
Stazione di Capanna Presena (2.700 m.s.l.m.)





Uno sguardo alle temperature in quota: dal grafico, che si riferisce alla stazione di Capanna Presena  situata a 2.700 metri di quota, risalta la mitezza della seconda decade del mese con temperatura addirittura frequentemente soprazero.
Notevole, anche se non prolungata, l’irruzione fredda della terza decade del mese con temperatura precipitata in pochi giorni di 17-19 gradi.
Complessivamente si è però trattato di un gennaio caldo anche in quota, con una temperatura media del mese di -3,9 °C. Gennaio 2006 fece registrare una temperatura media di -8,8 °C.


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Riassumendo, il mese di gennaio, pur avendo fatto segnare una certa dinamicità meteorologica nella terza decade, rimarrà nella memoria per la persistenza di temperature molto elevate a tutte le quote e per i due episodi di fohn “caldo” con valori termici quasi record. Tutto normale sul fronte delle precipitazioni che sono state pari o superiori alla norma con buone nevicate in montagna.
La stagione invernale 2006/2007 continua pertanto il suo anomalo andamento con valori di temperatura costantemente più alti rispetto ai valori medi, proseguendo in questo un trend di anomalia positiva iniziato nel mese di settembre 2006 (quinto mese consecutivo sopra media).


A cura di Alessandro Paoletto & MeteoTriveneto.


Nota metodologica:

A causa della carenza di dati disponibili scarseggiano dati, grafici e raffronti con le medie climatiche per le stazioni meteorologiche della Provincia di Bolzano. Per il reperimento dei dati mancanti, sono graditi suggerimenti da inviare all’indirizzo  alepaoletto@yahoo.com .
Si ringraziano l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige (www.iasma.it), Meteotrentino (www.meteotrentino.it), Ufficio Idrografico della Provincia Autonoma di Bolzano (www.provincia.bz.it/meteo), dai cui database sono stati ricavati, e liberamente rielaborati, i dati.utilizzati per questo report. Si rimanda per ulteriori approfondimenti alle suddette fonti.

Si precisa che:
Alessandro Paoletto e MeteoTriveneto si assumono ogni e qualunque responsabilità derivante dall'utilizzo dei dati e degli elaborati meteorologici forniti dagli enti suddetti o comunque reperibili sui loro siti web, esonerando gli stessi da qualsiasi responsabilità, anche nel caso di errori e/o imprecisioni che dovessero riscontrarsi nei suddetti dati o elaborati.


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