Un dicembre caldo ma non
eccezionale.
Il mese di dicembre
2006, dopo un autunno mite e molto asciutto ha dato il là
alla stagione invernale nella Regione. Non ne ha tuttavia mostrato i
segni distintivi, quantomeno non tutti, e soprattutto non quelli
così lampanti nello scorso inverno 2005-2006, caratterizzato
da molta neve e gran freddo anche alle quote più basse.
In generale, le temperature si sono mantenute per tutto il mese su
valori non particolarmente freddi per la stagione. In montagna, ancor
più che nei fondovalle, esse sono state decisamente
più elevate rispetto alle medie del periodo. Dati alla mano,
il dicembre in Trentino-Alto Adige non è comunque stato
così anomalmente caldo come può essere sembrato
ai più e senza dubbio, a differenza di altre Regioni e Stati
europei, non può essere classificato come un mese
eccezionale. Nelle stazioni di fondovalle della regione, il dicembre
2006 è stato, ad esempio, meno caldo del dicembre 2000, del
dicembre 2002 e perfino dei mesi di dicembre 1983, 1984, 1987 e 1994.
Le precipitazioni, dopo la prolungata siccità autunnale,
hanno mostrato segni di ripresa, facendo registrare un pò su
tutto il territorio accumuli mensili superiori alle medie del periodo.
Queste ultime ci descrivono infatti il mese di dicembre come un mese
secco, in particolare nelle zone della Regione più
caratterizzate dal clima alpino.
La temperatura media del mese, a tutte le quote, è stata
superiore alla media. Ad una prima decade più mite
caratterizzata da correnti sud-occidentali caldo-umide sono seguite due
decadi più fredde segnate da un paio di moderate irruzioni
di aria fredda in quota, di origine polare marittima la prima (il
giorno 10), di estrazione continentale la seconda (il giorno 19), le
quali sono state rapidamente, nel giro di due-tre giorni, sostituite da
aria più mite, frutto degli anticicloni dinamici che si sono
posizionati sull'Europa centrale e meridionale. Il ristagno di aria
fredda nei bassi strati, favorito dall'inversione termica ha comunque
causato una lunga serie gelate, anche intense nella terza decade del
mese. Le minime notturne sono state talvolta ostacolate da brezze e
venti leggeri di caduta dovuti alla collocazione dei massimi pressori
appena al di là delle Alpi, su Austria e Germania. Lo
spostamento più a sud di tali massimi ha annullato le brezze
e l'a ria più stagnante ha favorito forti brinate e accumuli
di galaverna nelle zone più ombreggiate (es. Lasa, Comano
Terme, bassa Valsugana).
In montagna la temperatura è rimasta su valori
più elevati rispetto ai fondovalle, in particolare nelle
località di versante, talvolta sopra lo zero anche di notte.
Abbastanza elevate, soprattutto in quota sono state le temperature
massime. A bassa quota qualche giornata di ghiaccio è stata
registrata nei consueti poli del freddo inversionale, Dobbiaco e Lasa,
ma anche nella località di Ospedaletto (300 metri slm) in
Trentino dove si sono avute ben 12 giornate di ghiaccio consecutive tra
il 20 e il 31 del mese. Da segnalare la temperatura massima del giorno
29: -2,5 °C (-3,9°C la "massima oraria").
In virtù del prolungato episodio di maltempo dei giorni 7-10
del mese e ad una successiva perturbazione transitata nella giornata
del 19 quasi tutte le stazioni della Regione hanno superato la
piovosità media del mese. I quantitativi complessivi
oscillano tra i 10-15 mm delle zone più asciutte (Val
Venosta) ai 40-45 del Trentino settentrionale (49 a Passo
Lavazè) fino ai 100 mm e più dei rilievi del
Trentino meridionale e occidentale (99 mm. ai 1300 metri della Polsa,
addirittura 167 mm. ai 1750 metri di Malga Bissina).
Maggiore piovosità ancora una volta, e questo a conferma di
una distribuzione delle precipitazioni che si protrae già da
alcuni mesi e che penalizza le zone alpine, si è avuta in
Veneto e Friuli.
Tornando alle perturbazioni del mese, va sottolineato che il primo
episodio è avvenuto in un contesto termico tipicamente
autunnale con il limite della neve a tratti superiore ai 2200-2400
metri e solo a fine episodio a quote più consone per il
periodo comunque (non inferiori a 1400-1500 metri). La perturbazione
del 18 dicembre, con correnti sud-orientali di aria freddo-umida, ha
portato invece una spolverata di neve anche a quote più
basse, comunque non sotto i 1000 metri.
Gli accumuli nevosi complessivi sulle montagne della Regione non sono
stati pertanto rilevanti, in media 20-40 cm a 1500 metri e 30-60 cm a
2000 metri, con minimi sulle aree più riparate e
settentrionalie (ad es. in Val Venosta) e massimi nel Trentino
orientale (Catena del Lagorai).
Nel dicembre 2005 peraltro, le precipitazioni non furono di molto
superiori a quelle del dicembre di quest'anno ma risultarono nevose
praticamente a tutte le quote. A fine anno, in tutti i fondovalle, si
registrava una copertura nevosa continua e duratura, variabile dai 20
ai 50 cm!
Le precipitazioni complessive dell'anno 2006 in Regione sono state
abbastanza variabili e comprese tra i 400 e i 900 mm con i minimi nelle
vallate più riparate dell’Alto Adige e i massimi
con punte appena superiori ai 1000 mm sui rilievi più
meridionali del Trentino. E’ lecito classificare il 2006 come
un anno molto avaro di precipitazioni, pressochè eguagliato
in questo infelice primato dalle annate 1983 e 1986.
In Trentino-Alto Adige il persistere del tempo anticiclonico, in
particolare nella terza decade del mese, anche a causa del minimo
soleggiamento ha prodotto in alcune valli più soggette a
questo fenomeno, come la Valsugana, forti brinate con accumulo ed
episodi, anche spettacoltari di galaverna sulle piantei
Il massimo accumulo giornaliero di pioggia è stato
registrato nella giornata del 09 dicembre con quantitativi compresi tra
i 25 e i 70 mm.
In quota, degne irruzioni fredde si sono fatte sentire solamente nei
giorni 10 e 19, non sono stati raggiunti valori molto o bassi e come
già evidenziato, con l’eccezione delle due brevi
avvezioni fredde la temperatura media mensile è stata
piuttosto elevata. Lo zerotermico è così
desolatamente rimasto sempre su quote superiori ai 1200/1500 metri,
occasionalmente anche sopra i 2000 metri.
Polo del freddo regionale, illustrato e dibattuto anche nel forum di
Meteotriveneto, è stata la località di Lasa con
minime più volte attorno ai -10/-12 °C.
Il fohn, anche in dicembre, è stato il grande assente
essendosi fatto vivo solo sporadicamente e con brevi e localizzati
episodi.
Con riferimento alla città di Trento le osservazioni
quotidiane relative al mese di dicembre hanno evidenziato:
n. 22 giorni con cielo sereno o poco nuvoloso;
n. 3 giorni con cielo parzialmente nuvoloso o nuvoloso;
n. 6 giorni con cielo molto nuvoloso o coperto;
n. 6 giorni con pioviggine o pioggia (almeno 0,5 mm);
n. 0 giorni con neve;
altri fenomeni osservati: pioggia intensa e temporali (notte tra l'8 e
il 9), prolungata inversione termica con forti gelate notturne tra il
22 e il 31 del mese.
Questo
l’andamento in alcune stazioni prese a riferimento:
Zona
climatica n. 1 - Valle dell'Adige
Stazione
di Gardolo (TN, 197 m.s.l.m. )
Dicembre chiude a
Gardolo con una temperatura media di +2,7, con uno scarto di +0,9 dalla
media degli ultimi sette anni. Superiori alla media le precipitazioni
mensili (70 contro 47).
L'andamento termico
giornaliero di dicembre mostra il basso livello delle temperature
minime nella terza decade del mese (sequenza di gelate) che ha
contribuito a mantenere in linea con la media degli ultimi anni le
temperature minime (-0,6 contro la media di -1,5).
Estremi termici del mese:
Minima assoluta più bassa il giorno 30, con -7,0 °C.
Massima assoluta il giorno 8 con +13,5
Si segnala la temperatura minima del giorno 8: ben + 9,4 °C.
Nessuna massima sotto i 5 °C.
Stazione
di San Michele all'Adige (205 m.s.l.m.).
Per inquadrare meglio
l'andamento climatico complessivo del mese di dicembre 2006 nei
fondovalle della Regione si propone, per la stazione di San Michele
all'Adige un raffronto con le medie termiche e pluviometriche 1983-1999
e 2000-2006.
Dai grafici si
può apprezzare lo scarto positivo della temperatura media e
delle precipitazioni mensili rispetto alle medie climatiche della
stazione.
La temperatura media mensile nei periodi 1983-1999 e 2000-2006, risulta
decisamente inferiore rispetto alla temperatura media del dicembre
2006. Il trend mostra una continua tendenza all’aumento delle
temperature. Si sono però avute alcune annate con
temperatura media di dicembre più alta del dicembre 2006: ad
esempio il 1994 e il 2002. Merita una segnalazione, per Quello che poi
seguì anche il dicembre 1984.
Zona
climatica n. 2 – Località di valle a medio-bassa
quota, stazioni di mezza montagna con ottima esposizione o con
localizzazione su versante.
Stazione
di Faedo-Maso Togn (TN, 700 m.s.l.m.)
Questa è una
stazione di mezza montagna, ma con una collocazione "di versante" con
esposizione occidentale e piuttosto soleggiata e ventilata. Per la sua
collocazione ha risentito di temperature piuttosto miti, in tutta la
stagione autunnale. La temperatura media di dicembre, +2,7 °C,
è identica a quella di Gardolo, 500 metri più in
basso. Lla media delle temperature minime (+0,7) risulta di 1-2 gradi
superiore alle stazioni di fondovalle.
L’anno 2006
chiude a Faedo-Maso Togn con 808 mm contro i 697 della stazione di San
Michele all’Adige posta a pochi chilometri di distanza ma a
quota più bassa.
Estremi termici del mese:
Minima assoluta più bassa il giorno 30, con -3,1 °C.
Massima assoluta il giorno 25 con +10,2 °C.
Zona
climatica n. 3 - Conche fredde, altipiani e fondovalle a media quota.
Stazione
di Lomaso (TN, 502 m.s.l.m.)
Anche per la stazione di
Lomaso, il cui monitoraggio avviene in una delle conche più
fredde del Trentino, la temperatura media del mese di dicembre 2006
è risultata un pò più alta rispetto a
quella media (+0,7 °C contro -0,3 °C, scarto di +1,0).
La temperatura media annua del 2006, +8,9 °C, in questa
stazione risulta più bassa della media annua del periodo
2000-2006, +9,5.
L’anno 2006 si
chiude con un accumulo complessivo di 786 millimetri, ben sotto gli
oltre 1100 medi.
Estremi termici del mese:
Minima assoluta più bassa il giorno 28, con -8,3 °C.
Massima assoluta il giorno 25 con +10,5 °C.
Nessuna giornata di ghiaccio, che pure dovrebbero essere abbastanza
frequenti d’inverno in questa stazione.
Stazioni
di Lasa - (BZ, 863 m.s.l.m.) e Dobbiaco (BZ, 1200 m.s.l.m.)
L’Alto Adige
ha registrato nel mese di dicembre un andamento climatico similare a
quello del Trentino. L’episodio perturbato della prima decade
ha distribuito discreti quantitativi di pioggia anche nella provincia
sudtirolese, con differenze non troppo marcate rispetto alle stazioni,
mediamente più piovose, del Trentino (Merano 50 mm, Lomaso
in Provincia di Trento 67). Anche in Alto Adige, gli episodi di fohn
sono stati sporadici e di breve durata. Più insistenti
rispetto al Trentino sono state le brezze notturne favorite dai
differenziali barici tra i due versanti delle Alpi.
Come si può
vedere dai grafici, riportati a titolo esemplificativo e relativi alle
stazioni meteorologica di Lasa e Dobbiaco, le temperature nella terza
decade del mese sono risultate piuttosto basse. In queste due stazioni
di fondovalle, in pieno inverno, si registrano minime non raramente
attorno ed anche inferiori ai -20 °C.
I dati 1951-2005 indicano, per la stazione di Dobbiaco, nel mese di
dicembre, una media delle temperature minime di -9,0
°C e una media delle temperature massime di -0,2 °C.
Le precipitazioni mensili (solo 18 mm a Lasa, 31 a Dobbiaco) sono state
più scarse che nel resto della provincia di Bolzano in
quanto le due stazioni sono situate in due vallate (Venosta e Pusteria)
con direzione ovest-est e perciò molto riparate e asciutte
nella stagione invernale, caratteristica comune anche, ad esempio,
all’Alta Engadina in Svizzera.
La media pluviometrica di dicembre a Dobbiaco, nel periodo1922-2005,
è di 35,9 mm. La piovosità annua nello stesso
periodo è di 832,8 mm.
Zona
climatica n. 4 - Montagna
Stazione
di Passo Lavazè (TN, 1809 m.s.l.m.)
La stazione risente di
un clima alpino freddo, in virtù della sua posizione
geografica nella zona settentrionale della provincia di Trento, su un
altopiano. Il grafico della temperatura media evidenzia la
particolare mitezza dell’autunno rispetto alla norma, alla
quale non ha fatto eccezione nemmeno il mese di dicembre 2006 (media
+0,1).
Scarso
l’apporto pluviometrico nell’anno 2006 a Passo
Lavazè: appena 671 mm. annui, mentre la media è
di 972 mm.
Estremi del mese:
Minima assoluta più bassa il giorno 19, con -10,0 °C.
Massima assoluta il giorno 5 con +11,4 °C.
Si sono registrate ben 4 massime superiori ai 10 gradi.
Alta
montagna
Stazione
di Capanna Presena (2.700 m.s.l.m.)
Uno sguardo alle
temperature in quota: dal grafico, che si riferisce alla stazione di
Capanna Presena situata a 2.700 metri di quota, si possono
agevolmente notare le due irruzioni fredde del mese in corrispondenza
dei minimi termici dei giorni 10 e 19, seguite a breve distanza da
subitanee e decise riprese termiche causate, come già detto,
da veloci rimonte anticicloniche dinamiche.
Riassumendo, il mese di
dicembre ha chiuso senza infamia e senza lode, con poca
dinamicità meteorologica, temperature elevate in montagna e
sostanzialmente nella norma nei fondovalle, precipitazioni abbastanza
significative e nevicate, peraltro non abbondanti. relegate alla media
e alta montagna.
Se confrontato con l'andamento climatico della gran parte dell'Europa
centrale e settentrionale, il dicembre del Trentino Alto Adige e del
nord-est, è stato sostanzialmente nella norma o almeno non
anomalo o eccezionale.
Il 2007 si apre però nell’attesa di intravedere i
segnali di una recrudescenza dell'inverno, come ci si aspetta da un
clima alpino che si rispetti.
A cura di Alessandro
Paoletto & MeteoTriveneto.
Nota
metodologica:
A causa della carenza di dati disponibili scarseggiano dati, grafici e
raffronti con le medie climatiche per le stazioni meteorologiche della
Provincia di Bolzano. Per il reperimento dei dati mancanti, sono
graditi suggerimenti da inviare all’indirizzo alepaoletto@yahoo.com
.
Si ringraziano l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige (www.iasma.it),
Meteotrentino (www.meteotrentino.it),
Ufficio Idrografico della Provincia Autonoma di Bolzano (www.provincia.bz.it/meteo),
dai cui database sono stati ricavati, e liberamente rielaborati, i
dati.utilizzati per questo report. Si rimanda per ulteriori
approfondimenti alle suddette fonti.
Si precisa che:
Alessandro Paoletto e
MeteoTriveneto
si assumono ogni e qualunque responsabilità derivante
dall'utilizzo dei dati e degli elaborati meteorologici forniti dagli
enti suddetti o comunque reperibili sui loro siti web, esonerando gli
stessi da qualsiasi responsabilità, anche nel caso di errori
e/o
imprecisioni che dovessero riscontrarsi nei suddetti dati o elaborati.